10 Oct 11
Quando ti ci ritrovi per la decima volta, capisci alcune cose.
Capisci ad esempio che molti dei propositi che si fanno servono solo a sentirsi migliori di come si è realmente. Più razionali. Più adulti.
In fondo per molti anni non è che abbia preteso chissà che. Mi proponevo solo di morire un po' più saggio di come ero nato.
Un traguardo apparentemente non troppo impegnativo, si dirà. Condivisibile, persino.
E sì che ne ho fatti di tentativi.
Ho cercato di crescere, di mettere la testa a posto, di sviluppare delle qualità minime.
Ho tentato di evolvermi, modificarmi, imparare dai miei errori.
Ho letto libri ed ho viaggiato per quanto potevo.
Mi sono fatto domande, ho approfondito i temi, ho interrogato chi sapeva di più.
Ho trovato un lavoro fisso, mi sono sposato.
Tutte le volte che intanto ci ricascavo mi dicevo serio: "OK, questa è quella giusta. Questa è l'ultima".
Ma ora che mi osservo meglio, guardo più profondamente in quel che sono e la verità è lì, innegabile.
Non sono cambiato, nemmeno un po'. Morirò scemo e irresponsabile così come sono nato.
A cinque anni correvo per la casa come il casco di mio zio in testa, urlando il rumore di un immaginario motore e facendo il verso delle gomme che fischiano sull'asfalto quando giravo l´angolo del corridoio.
A otto anni mi massacravo testardamente gli stinchi nella Formula Uno a pedali ereditata da mio cugino, ormai chiaramente troppo piccola per me.
A sedici anni chinavo colpevolmente il capo di fronte allo sguardo divertito ed esasperato del meccanico sotto casa mia, mentre gli portavo per l'ennesima volta un secchio pieno dei pezzi di motore della Vespa che non ero riuscito a rimontare da solo.
E adesso che a vele spiegate navigo verso i miei quarant´anni, adesso capisco che nulla è cambiato.
Gioco come allora, con le stesse cose che mi appassionavano allora.
Ero più piccolo ed erano più piccoli i miei giochi.
Ecco, non sono cambiato, nè migliorato.
Forse è anche peggio di così: una volta per un compleanno, per Natale o per un dentino perso piovevano regali.
Adesso anche se appoggiassi tutta la dentiera sul balcone nessun topolino pagherebbe le spese dell´ultimo gioco!
Benvenuta, numero dieci: so che non sarai l'ultima, ma ti vorrò bene come alle altre.
Chi è pronto a dare via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza.
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2 Responses for "La mia decima volta."
By Carlo Talamo ?
1000 punti a Commodoro.
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